Mamo Biblioteca

Una coperta di parole

Nella classe di Ragnetta quest’anno è arrivata una bambina: Noor (non è il suo vero nome, ma la chiamerò così). Noor viene da un paese lontano e non parla l’italiano.

Ragnetta mi racconta che, a volte, Noor le scarabocchia i disegni, che lei non la capisce quando parla e che, per questo, non riesce a giocare con lei.

Ho parlato con Ragnetta, spiegandole un po’ la storia di Noor e provando a farla capire quanto sia importante per Noor essere aiutata ad imparare l’italiano per sentirsi meglio con i compagni.

So che per Ragnetta non è facile capire. So che per Noor non è facile stare in un posto che non è il suo paese, non capire la lingua e non riuscire a farsi capire.

Una coperta di parole – testo di Irena Kobald e illustrazioni di Freya Blackwood – è un libro delicato e forte allo stesso tempo.

Unacopertadiparole_2È la storia di Girandola che, costretta a lasciare il suo paese perché c’è la guerra, arriva in un paese diverso e strano, nel quale le parole e i suoni le arrivano addosso come una cascata fredda.Unacopertadiparole_3

Il mondo di Girandola è colorato di rosso e arancione. Colori caldi e vibranti, come la sua coperta di parole, calda e morbida, che la fa sentire al sicuro e nella quale si rifugia quando si sente sola.

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Ma un giorno Girandola incontra al parco una bambina.

Il mondo della bambina del parco è colorato di verde e grigio-azzurro. Colori freddi e tenui.

Eppure, quando la bambina sorride a Girandola lei sente caldo dentro.

E quando lei la spinge sull’altalena, tutto cambia.

Piano piano le due bambine fanno amicizia. La bambina del parco comincia a portare a Girandole delle parole nuove.Unacopertadiparole_6

E Girandola con quelle parole inizia a costruire una nuova coperta, fatta di colori e parole nuove, in cui sentirsi a casa. Senza dimenticare le proprie origini.

I colori si mischiano, due mondi s’incontrano. Rimanendo se stessi, con qualcosa in più.

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L’ultima pagina dell’albo è eloquente e preziosa e la lascerò scoprire a voi…

Un giorno, all’uscita da scuola, io e Ragnetta abbiamo incontrato Noor e la sua mamma sotto un albero di gelsi. Ci siamo fermate a raccoglierli, insieme. Noor ne ha offerto un po’ dei suoi a Ragnetta. Hanno sorriso e mangiano i gelsi. E io ho visto solo due bambine che ridevano con le bocche e le mani sporche di blu…

Poi, mentre tornavamo a casa Ragnetta mi ha detto “Mi piace Noor. Un giorno possiamo andare a giocare a casa sua?”.

“Certo, piccola mia”.

Unacopertadiparole_1Irena Kobald e Freya Blackwood (trad. di Giuditta Capella), Una coperta di parole, 2015, Mondadori

http://www.freyablackwood.com.au

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